Noemi incontra Giano, portavoce dei Vasi di Carta

E’ giunto il momento della seconda puntata del nostro Talk Show interno, dedicato agli incontri con gli oggetti che abbiamo dentro il negozio. Dopo Uccellaccio Arcobaleno, siamo qui a presentarvi l’intervista che abbiamo fatto poche ore fa a Giano, portavoce dei Vasi di Carta. Un applauso, signore e signori!

 

Giano: Grazie, grazie, siete troppo buoni!

 

Ultrafragola: Buona sera caro Giano, è un piacere averla qui! In realtà, è un piacere avere qui tutti voi!

 

G: Beh, ci siamo corteggiati a lungo e finalmente siamo riusciti a dare inizio a questa collaborazione! Sono felici, siamo tutti felici.

 

U: Scusate, prima di iniziare crediamo di dovervi spiegare che il “plurale” che stiamo usando fa riferimento alla comunità di Vasi di Carta di cui Giano è il portavoce

 

G: il portavoce, infatti, io sono soltanto il portavoce.

 

U: esatto. Si tratta di una tribù originaria del Mediterraneo, attualmente stanziata a Barcellona, i cui membri hanno deciso di presentarsi in forma di copri-vaso di carta decorativa, in vari colori e forme ma…vuol spiegare meglio lei, Giano, di cosa stiamo parlando?

 

G: ma, guardi, c’è poco da aggiungere, prima di diventare noiosi. E’ tutto giusto: veniamo e siamo fatti a Barcellona, da abili mani che hanno uno spiccato senso estetico. Praticamente funzioniamo così: avete fiori splendidi ma vasi orribili? Ecco, noi siamo la soluzione al problema, nel senso che vestiamo a festa quei vasi orribili in modo che abbiate a disposizione sempre, ogni volta, una composizione floreale vestita di tutto punto, una botta di colore che vi rallegra tutta casa, rendendovela molto più chic.

 

U: non che chi ci legge abbia una casa non chic, eh?

 

G: naturalmente! So benissimo. Era solo per dire che allo chic non c’è mai fine.

 

U: siamo d’accordo! Siete davvero belli, voi Vasi di Carta, non c’è che dire. 

 

G: Ἄˉνδρα˘ μοι˘ ἔˉννε˘πε˘, Μοῦˉσα˘, πο˘λύˉτρο˘πο˘ν, ὃˉς μά˘λα˘ ποˉλλὰ˘

πλάˉγχθη˘, ἐ˘πεὶˉ Τροίˉηˉς ἱ˘ε˘ρὸˉν πτο˘λί˘εˉθρο˘ν ἔ˘πεˉρσε˘·

 

U: Come scusi? Non abbiamo capito che cosa ha detto.

 

[dal pubblico, un uomo spiega che il Vaso Giano deve aver parlato greco]

 

U: E’ davvero così? Ha parlato greco?

 

G: ποˉλλῶˉν δ’ ἀˉνθρώˉπωˉν ἴ˘δε˘ν ˉστε˘α˘ καὶˉ νό˘ο˘ν ἔˉγνωˉ,

ποˉλλὰ˘ δ’ ὅ˘ γ’ ἐˉν πόˉντῳˉ πά˘θε˘ν ˉλγε˘α˘ ὃˉν κα˘τὰ˘ θυˉμόˉν,

 5ˉρνύ˘με˘νοˉς ἥˉν τεˉ ψυˉχὴˉν καὶˉ νόˉστο˘ν ἑ˘ταίˉρωˉν.

 

U: Ma cosa…Signor Giano non la capiamo, ci perdoni, nostra mancanza, ma non conosciamo il greco e…

 

G: οἳˉ κα˘τὰ˘ βοῦˉς Ὑ˘πε˘ρίˉο˘νο˘ς ˉε˘λί˘οιˉο˘

ˉσθι˘ο˘ν· αὐˉτὰ˘ρ ὁ˘ τοῖˉσι˘ν ἀ˘φείˉλε˘το˘ νόˉστι˘μο˘ν ˉμαˉρ.

 

U: no, aspetti, Signor Giano…

 

[Giano è sceso dalla mensola, e sta correndo per tutto il negozio. Grida, sempre in greco, come in preda a una felicità immensa]

 

U: Chiamate il produttore, qualcuno chiami il produttore a Barcellona!

 

[Le luci si spegnono, i ragazzi di Ultrafragola stanno correndo dietro al Vaso Giano, cercando invano di afferrarlo].